Novembre 2, 2005, 2:55 am


"Bloccato in una dimensione senza tempo, perso in caduta libera.
In un viaggio senza ritorno, trascino come me angeli innocenti.
E quando la caduta finirà, sarà il destino a bussare alla porta.
Sul fondo, e fino in fondo. Con l'unico e solo desiderio di riuscirgli
a parlare. E magari di poterlo anche guardare. E ammirare a lungo.
Durante la caduta. Grazie ai miei angeli. Ma prima che arrivi."


Cieli di Lombardia



Partenze e arrivi.
Ogni giorno al giro di boa.

Con un fresco vento di maestrale nei capelli,
a gonfiare le vele di una vita in picchiata.

Finalmente di fronte a risposte temute,
da troppo evitate, oggi il cielo si accende
di autunno. E contrasti mai visti illuminano
gli occhi e riscaldano l'immaginazione.

Luci, odori, quasi sapori, mentre il giorno
ormai corto sfuma in tonalità così profonde
e in quel solitario rammarico per non avere le
risposte giuste, a domande mai fatte.

Mi guardo e mi stupisco, per i giorni passati,
e per quelli ancora da venire. Non ho più
dubbi adesso, perchè se speravo di incontrarti
di nuovo in questa vita, adesso so già che ti
rivedrò in una nuova. Ovunque essa sia e in
qualunque momento sarà.

Era questo che aspettavo. Era questo che ho
cercato a lungo e senza pace. E ora riesco a
senitirlo sotto la pelle, proprio come un vento
secco e pulito che spazza via i pensieri e
traffigge l'anima.

"Il cielo prometteva una bella giornata: la luna,
in un canto, pallida e senza raggio, pure spiccava
nel campo immenso d'un bigio ceruleo, che, giù
giù verso l'oriente, s'andava sfumando leggermente
in un giallo roseo. Più giù, all'orizzonte, si stendevano,
a lunghe falde ineguali, poche nuvole, tra l'azzurro
e il bruno, le più basse orlate al di sotto d'una
triscia quasi di fuoco, che di mano in mano si
faceva più viva e tagliente: da mezzogiorno, altre
nuvole ravvolte insieme, leggieri e soffici, per dir
così, s'andavan lumeggiando di mille colori senza
nome: quel cielo di Lombardia, così bello quand'è
bello, così splendido, così in pace."



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