
In un giorno come tanti altri, senza averlo neanche scelto, è iniziata la corsa. E correndo il vento ha asciugato mille lacrime, rotto sguardi sbagliati e sciolto pensieri difficili. Era l'inizio di una corsa senza una meta, ma in una direzione precisa, senza cambiare mai strada.
Perchè quel dolore è parte di te e e non smetterà mai di accompagnarti, quando per un attimo rallenti, quando in un giorno qualunque ti ritrovi da solo, per sbaglio. E allora realizzi che non si tratta più di una corsa in apnea, ma di un viaggio lungo e ignoto ad alta, altissima, velocità. Dove è solo la prospettiva a cambiare, non la realtà.
Ed è questa l'unica scelta arbitraria, l'unica certezza che si può sentire sotto la pelle. E ti rendi conto di aver conosciuto tutti, tutto, una seconda volta. E di aver fatto amicizia con te stesso, prima di tutto. Per una volta sola, ma che vale per sempre.
Questa è la mia nuova vita e sono finalmente libero di correre, e di non dover dare spiegazioni, anche se il prezzo da pagare è alto, anche se la rinuncia più grande è stata doverti girare le spalle, fare finta che tu sia morta, e provare a dimenticare la tua faccia. Questo è il mio sacrificio umano, per poter tornare a vivere.
Pensavo di dovermi fermare, che a un certo un punto tutto potesse diventare un po' più chiaro. Un po' più semplice, forse. Ma mi sbagliavo. In parte mi sbagliavo.





