Lettera aperta


Ed è come se non ci fosse niente da dichiarare,
mentre ci si affanna a sentirsi liberi,
mentre ci si chiede cosa voglia dire esserlo.

Ed è come se tutto fosse stato già detto,
ed come esserci già passati.
Da quella strada con i tombini troppo alti,
da quel negozio con l'insegna scassata.

E' il piacere di gridare, di urlare,
sapendo di essere i soli a potersi sentire.
E' quel sottile piacere di volersi invisibili,
e di non doverlo negare,
e di non doversi chiedere il perchè.

E' l'inquietudine di sapersi soli,
con la consapevolezza di essere i soli a saperlo.

E' sentire, e poi negare.

E' vivere senza gli altri, vivendo fra gli altri.
E' vivere, e sentirsi vivere.
Ed è morire, dopo essere già morti.
Tutto intorno, tutto dentro.

Ed io ringrazio, come se avessi voglia di piangere...



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