Il peggior bugiardo




Siamo noi i peggiori bugiardi...

Così si conclude lo schizofrenico percorso di scoperta di Seth Godin, alla scoperta della chiave per il successo nel mondo del Marketing 2.0, come alcuni lo chiamano. Il marketing del post-marketing, nell'era di internet 2.0 o web 2.0 che sia, dove sono in contenuti ad essere liberi, liberi dalle interfacce e dall'asimmetria. L'assenza di colli di bottiglia e di una reale "democrazia dell'informazione" è ormai decaduta, dopo i primi periodi di (giustificato) entusiasmo. Rimangono pochi ed inevitabili punti notevoli che si materializzano in nodi fozati, da cui tutti -in un modo o in un altro- passano.

Google è diventato l'anti-Microsoft, i blog sono diventati il traduttore simultaneo del pensiero libero e il completo distaccamento dei contenuti dalle interfacce si realizza con il concetto di Syndication, che comprende RSS, podcast, videocast e tutto quello che comporta. E che comporterà, soprattutto.

Ed è in questa giungla di neoespressionismo digitale, vero quartier generale di una nuova tribù che rinnega la pirateria come reato e impone al mondo il concetto Lessinghiano di Creative Commons, che si assiste allo sbaragliamento dei media classici mentre prende corpo un nuovo mercato globale (e non "globalizzato").
In questo nuovo mondo, tutto è diverso: i mittenti dei messaggi, i loro destinatari, il linguaggio e -inevitabilmente- il rumore di fondo, sono diversi.

Godin ci ha accompagnato in questo folle viaggio inseguendo il suo più grande cruccio, la sua ossessione, insieme ai tanti appassionati lettori del suo blog:

Dall'interruzione pubblicitaria al permesso pubblicitario
Dal prodotto, all'ideavirus
Dalla produzionismo, all'evoluzionismo
Dal business, all'anti-business
Dalla Cash Cow alla Purple Cow
Dal migliore allo straordinario
Da un successo straordinario a un successo da urlo
Dalla bugia alla storia perfetta
Dal venditore bugiardo al consumatore bugiardo

Perchè sono le credenze personali, il vero motore di questa nuova economia. Ma in pochi se ne sono accorti.

Mai le persone credono a quello che dici loro.
Raramente credono a quello che fai vedere loro.
Solo qualche volta credono a quello che i loro amici gli dicono.
Ma sempre credono a quello che dicono a loro stessi.


http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2006/07/belief.html