Il protagonista Harry Haller è un intellettuale sulla cinquantina che, in un manoscritto abbandonato prima della sua misteriosa scomparsa, descrive il disagio della sua "duplice" natura: l'umanità, cioè l'amore per l'arte e il divino, la nobiltà d'animo e di pensiero, e la bestialità (il "lupo"), alla ricerca dei piaceri selvaggi.
Questo suo carattere, ombroso e irrequieto gli rende difficile se non impossibile socializzare e lo porta ad odiare e disprezzare la vanità e la superficialità del mondo borghese. L'isolamento sociale e l'incapacità di godersi la vita lo avvicinano sempre più al suicidio, ma proprio nel momento più drammatico conosce, in una trattoria dei sobborghi, Erminia, donna seducente che lo conduce, poco a poco, ad una conversione ai piaceri della vita moderna facendogli recuperare il tempo perduto.
Il finale del racconto, in un "teatro magico" vede Haller, ormai convinto di aver recuperato la capacità di amare, che uccide con una pugnalata al cuore la persona amata. Esegue così l'ultimo desiderio della sua amata Erminia ma, nel "teatro magico", il delitto di cui Haller si è macchiato gli costa la condanna alla vita eterna, con lo scherno dei grandi del passato che sedendogli accanto lo invitano a comprendere una volta per tutte l'umorismo della vita per imparare a ridere senza dar peso eccessivo ai sentimenti.
"Non tormentare le tue labbra: è così bella la smorfia che fanno. Lasciale increspare, non ti fermare. La tua bocca sa di novità. Il tuo corpo una scoperta. Baciami mentre camminiamo in questa stanza opprimente. Non nasconderti tra le colonne. Io sono lì dove mi trovi. Sono dentro, dentro di te. Non uomo. Bambino. Cresciuto. Una gonna nera e due gambe pallide e secche fasciate in paio di calze, anch'esse nere. Ti chiedo se vuoi sederti. Mi rispondi di no. Che è troppo tardi. Non pensavo di trovarti così che non mi aspettavi. Me ne sono andato, come poi ho fatto altre volte, senza averti. Tutto è bene quel che finisce. Lasciarlo finire. Guardarlo morire contro il muro di una parete semplice. Sorridente con due braccia intorno al collo dentro l'anima. Tra tante teste si riesce a respirare? Il blu e il giallo non bastano ad accettare e rispettare la tua felicità. Non ci riesco. Non sono generoso. Spero possa diventare qualcosa che si può toccare e perciò distruggere. Meglio nascondersi o scomparire, per chi è possibile. La vicinanza ti schiaccia dove l'odore del sudore è più penetrante. Rispettare e imparare a non respirare. Guardare. Dimenticare di non poter toccare. Adesso hai paura a guardarmi. Cambi strada dove io passo. Come se non me ne accorgessi. L'ho capito. Eccome. E' umiliante. Anche se non ho strade da mostrare non vuol dire che non abbia una vita da raccontare."





