
Esattamente un anno fa, alla stessa ora, dello stesso giorno:
...E domani è arrivato, puntuale come un orologio svizzero. Ma quattro numeri illuminati in un display digitale, subito dopo, ti dicono che un altro fottuto giorno è passato. Brillano e illuminano la camera, ma allo stesso tempo la svuotano, la rendono un contenitore... ne annullano il contenuto. E tu sei sempre lì, e sei fermo nel tempo. Finchè incrociando te stesso nello specchio, prendi coraggio, ti guardi negli occhi e ti chiedi se in fondo ti piaci ancora, vecchia canaglia. A quel punto non ce la fai più, guardi da un'altra parte e fai finta di non pensarci.
Accendo la luce e mi siedo con frenesia, come al solito. Cerco qualcosa da dire, qualcosa di immediato, ma in poche righe già lo so, non funziona. A quel punto guardo nell'angolo. Il finale sempre lo stesso, ogni volta. "Devo aprire quel cazzo di portatile affossato nei cartoni e trasferire un po' di immagini qui su questo pc". Ormai me lo ripeto sempre, ma la sedia è piena di colla. "Voglio prendere dei pezzi, tagliarli, modificarli... e poi mettere un'immagine al giorno qui in questo cestino della spazzatura delle frustrazioni". E sì, il testo da solo non basta! Non per me, almeno. Mi angoscia scrivere senza sintesi e senza limiti, come sto facendo adesso, per poi alla fine rileggere tutto e rendermi conto che il risultato fa schifo, dopo 3 ore di lavoro e occhi gonfi. Con le immagini hai tutto sempre controllo, vedi il risultato nella sua interezza, mentre ancora lo stai defininedo, quel risultato... Le foto basta sfogliarle una ad una, per poi fermarsi di botto senza nemmeno accorgersene e pensare: "E' lei"!






on November 18, 2005, 4:31 am
Lo sai...
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