Il fallimento del liberismo


Riporto questa segnalazione dalla newsletter Rekombinant di Matteo Pasquinelli e Franco Berardi:

"Gad Lerner dedica il suo programma L'INFEDELE al fallimento liberismo, mercoledì 30 novembre 2005 su LA7 alle 21:30. Si parla di sviluppo, di liberismo che ha fallito, di diverse vie per lo sviluppo, delle alternative possibili per noi e per i paesi in via di sviluppo, della "decrescita".

Parteciperanno, oltre a Serge Latouche, Michele Salvati, Giorgio Barba, Giovanni Dosi (economisti). Luciana Castellina, Omeya Seddick (rappresentante delle periferie francesi), Luigi Zingales in collegamento da Boston (economista ) e forse,
ancora non confermato, Toni Negri in collegamento da Lisbona."

Molto probabilmente non potrò assistere a questa puntata, ma sarebbe ugualmente bello poter leggere qualche commento.

Commenti

Inviato da Laura  
on December 1, 2005, 4:26 pm
..ma che figata di sito...!!scusa la franchezza

Rispondi al commento
Inviato da Laura  
on December 1, 2005, 4:27 pm
Ehm..penso di aver sbagliato ..
(Cmq che il liberismo fosse fallito era abbastanza indubbio..)

Rispondi al commento
Inviato da Maurizio Murciato  
on December 2, 2005, 2:22 am
Invece io penso un altra cosa!
Il liberismo non è fallito, semplicemente non è mai nato per essere sostituito da un finto capitalismo senza capitali, ulteriormente banalizzato da una sterile e miope corsa al consumismo. Mentre il liberismo postulava CAPITALI, non debiti. E prevedeva CONSUMI, non consumismi.
Povero Adam Smith, a rivoltarsi nella tomba...

Rispondi al commento
Inviato da laura  
on December 5, 2005, 9:56 pm
A casa mia liberalismo è sinonimo di capitalismo...riconosco che questi termini hanno diversi significati ma la "border line"fra i due e molto molto molto sottile. La responsabilità di uno scavalcamento di questo confine è dell' uomo e finisce con l' essere la spia di un "mondo consumistico"....e comunque Adam Smith era un economista(come te Mauri??)chiuso nella sua torre nella quale elaborava un modello di RIFERIMENTO, su basi scientifio-economiche..modello puramente ideale e di impossibile applicazione completa alla realtà sensibile ed umana...Il liberalismo come precetto di vita è opera di Jonh Locke.

Rispondi al commento
Inviato da Maurizio Murciato  
on December 2, 2005, 2:31 am
Dimenticavo...
il liberismo postulava il LIBERO MERCATO, come motore in grado di auto-alimentare la libertà stessa. Mentre l'economia moderna si è sempre nutrita di monopoli, di oligopoli e di malefatte. Spesso anche finanziati dagli Stati, e inconsapevolmente dagli elettori.
E mentre la formula originaria sarebbe dovuta essere "Vizi privati, pubbliche virtù", quella realmente applicata, dal New Deal ai nostri giorni, è stata: "Pubblici vizi, virtù private".

Rispondi al commento
Inviato da Laura  
on December 5, 2005, 10:54 pm
Evidentemente un progetto di libero mercato in gr
ado di auto-alimentare l economia(senza interventi esterni basandosi sul lessair faire) è eccessivamente utopistico...!!!non vorrei apparirti trroppo dark ma "homo homini lupus"!

Rispondi al commento
Inviato da Maurizio Murciato  
on December 6, 2005, 1:06 am
Ecco! Il lessair faire è tanto utopistico quanto il comunismo... ma è venuto naturale che la forma migliore di economia liberista applicabile nell'epoca post-industriale potesse essere un "libero mercato regolato", nel quale lo Stato potesse determinarne regole e parametri, per lìinteresse pubblico di ogni stato-nazione.
Questa è stata la filosofia dietro la quale si sono nascosti i capitalisti dei nostri giorni, che hanno invece -CONSAPEVOLMENTE- applicato un "cartello di mercato deregolato", dove lo Stato ha assunto la possizione paradossale di giudice e giudicato, allo stesso momento.
Il capitalismo praticato in questa maniera ha fatto sì che il mondo liberista andasse esattamente alla rovescia. Lentamente, ma inesorabilmente, il mondo dove l'economia era al servizio della politica, si è trasformato in un mondo dove è la politica al servizio dell'economia. E la spirale continua ad avvolgersi su se stessa all'impazzata.
L'unico modo di bloccare tutto ciò, sarebbe lavarsi tutti la faccia (in Italia dico), e cambiare rotta a questa politica marcia nel midollo, antistorica e incapace di affrontare il futuro, e tantomeno il presente. Bisognerebbe guardare Zapatero, guardare alle generazioni future, parlare di energia, di acqua, di risorse rinnovabili, di economia LIBERA, LIBERA. E di concorrenza! Di competitività... che son le cose che mancano in Italia, e lo senti dire 3 volte al giorno.
Ma tanto ormai gli Italiani sono assuefatti a tutto, e vegetano in attesa della dose quotidiana.

Rispondi al commento
Inviato da Maurizio Murciato  
on December 6, 2005, 1:39 am
Sto leggendo Noam Chomsky e Marx... forse sta facendo un effetto strano.

Rispondi al commento
Inviato da laura  
on December 14, 2005, 11:48 am
Eh, appunto....e tu pensi che in uno stato dove il capo del governo è anche il capo della più importante azienda nazionale e la sua cerchia di fedeli si spartisce il resto, ci sarà qualcuno intenzinato a cambiare la situazione...???non mi rispondere con un "tutto noi"perchè quel tutti noi indica una masa di beoni che il sabato sera si ubriacano e la domenca mattina vanno in curva allo stadio a tanto per il gusto di picchiarsi ed isultarsi a vicenda(va beh che magari è un modo per esorcizzare il dolore però...)!!! Ovviamente includo in questa massa anche quegli elementi che non hanno il coraggio o la voglia di prendere l' iniziativa..

Rispondi al commento
Inviato da  
on December 1, 2005, 6:09 pm
Latouche è un grande,ha sostenuto alla grande la sua tesi,affiancato dalla Castellina..secondo me ha "vinto" lui la puntata!
C'era Zingales che diveva un pò di cavolate sulle "frivolezze" e continuava a sostenere che l'economia deve investire sempre sul "più mercato",poi ha fatto una specie di propaganda contro l'AIDS..
Bellino invece , è stato il servizio su Maradona e i Calciatori Emigrati con la voglia del riscatto e l'icona "Thuram President".

Rispondi al commento


 
Nome

Email

URL


Ricorda?

Commento


Codice di verifica
Codice di verifica