Un altro anno


Così, un anno fa:

"Un'unica soluzione, un'unica strada plausibile. Andare avanti e basta. Tenere alta la velocità di crociera, abbastanza veloce da sentire il vento sulle guance. Abbastanza in fretta da non accorgersi di quello che è appena passato per guardare quello che sta passando. Così semplice ed efficace da cancellare il sottile vuoto dell'incertezza dall'estro. E dal sogno. Frammentario ma necessario. Incostante. Forse incoerente. Sicuramente incessante. Nessuna pausa è ammessa al gioco. Nessun errore passerà inosservato. Fuga dal destino, verso il destino. Dannata illusione, dannata bugia. Dannata. Ma forse l'unico modo per andare avanti. A velocità constante. Al massimo. Per scivolare da una vela in tensione, tenendo alto il disordine dell'adrenalina e la vertigine del pericolo. Ancora una volta al giro di boa. Di nuovo contro vento. Pazienza. Costanza. Follia e rabbia. Solo questo per poter aspettare ancora, per poter soffiare sulle lancette che scorrono, mentre avanza il countdown. Questa la contraddizione di fondo, questo il senso e il non-senso. Fin'ora un gioco da pivelli. Adesso uno scontro da duri. Ricordi intensi, poi atroci. Poi bellissimi. E poi di nuovo. In una miscela che intossica, in un mondo che avvelena. Fra mostri e fantasmi di un tempo che tornano a ferire, ancora un altro giorno di amarezza e lacrime amare."
[04/08/2005 ore 18:55]

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