Nuvole bianche su di me


Perchè un bel viso si ricorda sempre, anche senza fotografie appese a casaccio.

Anche i luoghi e gli oggetti sono sempre lì immobili, a volte semplicemente invecchiati come noi, e racchiudono storie e avventure meravigliose. Autentici miracoli, ma anche errori irreparabili.

Poi rumori, suoni e canzoni diventano un codice aperto, chiaramente decifrabile. Ed è per caso che i suoni ci tornano alla mente, perchè l'orecchio è il nostro peggior illusore. E i suoi stimoli ci tengono incollati al passato e alla memoria di esso, forse più di tutto il resto.

I pensieri, anche loro, si bloccano in testa e non vanno più via. Si trasformano in esperienze, lezioni di vita importanti e spietate, con il loro infinito riproporsi.

Poi i dettagli, qualche piccolo tic, una semplicissima imperfezione nel comportamento, un gesto automatico, un modo di dire, di fare. Il ricordo di tutto ciò sembra sparire pian piano, al passare dei giorni, delle persone e degli eventi vecchi e nuovi. Ma basta un accenno a qualcosa di vagamente simile che la memoria si risveglia, in un processo a catena. E il puzzle resta appeso ad una parete invecchiata, con qualche pezzo in più, e qualcun'altro in meno, ma senza mutare o celare il suo soggetto.

Tutto ciò è in testa, nel corpo e soprattutto nel sangue, ogni giorno. E rimarrà per sempre, perchè siamo quello che abbiamo vissuto. Siamo fatti di pezzi degli altri, delle persone che abbiamo conosciuto e con le quali siamo riusciti ad aprirci, a fidarci un po'. O anche donare la nostra vita, per quelli che ne hanno avuto il coraggio. Siamo come un puzzle, e ci guardiamo da lontato, ignorando i pezzi mancanti, ignorando le imperfezioni e volendoci bene, nostro malgrado.

Anche il mio ricordo è chiaro, e non invecchia con me.
Senza sbiadire, perchè non potrebbe.

C'è una cosa però, che non rimane mai. Dura pochi istanti e finchè lo senti, finchè ne sei fisicamente esposto e ti assale più atrocemente di qualsiasi droga. Nel momento in cui finisce non ne rimane più traccia, da nessuna parte. Nè dentro, nè fuori, nè altrove. E il suo ricordo è impossibile, intraducibile quasi. Ma quando torna, ti assale con una violenza tale da farti sentire vivo, così vivo da accorgerti della morte.

Ho conservato un po' tutto di te nella mia nuova vita, e ne faccio tesoro ogni giorno, senza umiliazione, ma con coraggio e con orgoglio mentre sento quel pezzo di te, che è in me. Ma c'è una cosa, quella cosa, che non si può conservare. E' il tuo odore, quello della tua pelle, dei tuoi capelli. Quel dolce profumo che ti circonda è l'unico motivo per il quale vale la pena di incontrarti per sbaglio, abbandonare le difese per qualche ora e lasciarsi invadere in pieno, sapendo di non poterlo portare dentro in futuro, sapendo di rimanere poi con pochi brividi e pochi respiri prima che quell'odore scompaia per sempre, come sempre. Perchè è come esserci nati, in quel profumo. Ed è come sentirsi a casa, sicuri e protetti.

Ne è valsa la pena, perchè ho sentito sulle mie labbra uno dei sorrisi più belli del mondo per poi ascoltare quel pianto che avevo interrotto a metà nel passato, ma che ora ho finito di versare. Tutto insieme, tutto in una volta e fino all'ultima goccia.

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